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martedì 6 dicembre 2011


Da Confartigianato Fidi un brano rivisitato: “Il più grande spettacolo dopo il big bang” di Lorenzo Jovanotti! Complimenti ai colleghi di Torino!


Il più grande CONFIDI che non fa bang
Il più grande spettacolo dopo il weekend
Il più grande CONFIDI dopo il big bang siamo noi... solo noi!

Ho preso la fiat panda senza saper guidare
volevo dirtelo, adesso sta a sentire
non ti confondere prima di andare via

devi sapere che....

Il più grande CONFIDI che non fa bang
Il più grande spettacolo dopo il weekend
Il più grande CONFIDI dopo il big bang siamo noi... solo noi!

Altro che congiunture, altro che perdite,
altro che chiudere, altro che alibi,
altro che eurobond, altro che tripla A
altro che chiacchiere....
Il più grande CONFIDI che non fa bang
Il più grande spettacolo dopo il weekend
Il più grande CONFIDI dopo il big bang siamo noi... solo noi!
Tutti noi,
che raggiungiamo il budget,
tutti noi, tutti noi,

che ci facciam in 4,
tutti noi, tutti noi,
che sosteniam le ditte,
tutti noi, tutti noi,
che andiamo nelle banche,
tutti noi, tutti noi,
che abbiamo fatto un sogno
che volavamo insieme,
che siamo un 107,
e siamo vigilati,
che siamo sempre in piedi
in mezzo a questa crisi,
tutti noi, tutti noi, tutti noi….

altro che BTP, altro che BCE,
altro che CdA, altro che Artigiancassa,
altro che Parsifal e controgaranzie,
altro che Basilea…

altro che tassi e spread, altro che convenzioni,
altro che fidi a breve, altro che mediolungo,
altro che investimenti, altro che cambiamenti
altro che chiacchiere…


Il più grande CONFIDI che non fa bang
Il più grande spettacolo dopo il weekend
Il più grande CONFIDI dopo il big bang siamo noi... solo noi!

domenica 4 dicembre 2011


Banca d'Italia e l’economia delle regioni italiane: si conferma ruolo importante dei confidi in questo periodo di crisi e contingenza economica negativa.


Su questo link trovate la pubblicazione economica banca d'italia economie regionali novembre 2011 . A partire da pagina 42 si trovano testi e tabelle che fotografano la situazione del contributo dei confidi oggi.

L’attività dei Confidi nel 2010
Alla fine del 2010 erano iscritti negli elenchi tenuti dalla Banca d’Italia 676 confidi (tav. 7.1), di questi 550 risultano presenti in Centrale dei rischi (CR). Secondo le informazioni tratte dalla CR, alla stessa data il valore delle garanzie rilasciate era pari  a 25,2 miliardi di euro, in aumento del 17,0 per cento rispetto all’anno precedente.
L’espansione è stata molto contenuta per i confidi del Nord Est (0,3 per cento), a fronte  di una crescita intensa per quelli con sede nelle regioni centrali (27,3 per cento). Dei 676 confidi operanti in Italia, 43 risultavano iscritti nell’elenco speciale di  cui all’art. 107 del Testo unico bancario (TUB) e assoggettati alla vigilanza della Banca d’Italia; si tratta di confidi che registrano un’operatività superiore a una certa soglia e
soddisfano alcuni ulteriori requisiti. Questi confidi concedevano alla fine del 2010 oltre il 60 per cento del volume complessivo di garanzie; tale quota raggiungeva il 73 per cento per quelli insediati al Centro. L’ammontare delle garanzie mediamente concesse da questi consorzi era pari a 356 milioni. Nel complesso, si è registrata nel 2010 una riduzione del numero dei consorzi (del 9 per cento circa rispetto a dicembre del 2009) e un aumento dei volumi operativi, con un conseguente incremento delle garanzie rilasciate in media da ciascun consorzio (da 36,0 a 45,8 milioni). La tendenza è stata lievemente più marcata nel Nord Ovest e nel
Mezzogiorno. Si è anche espanso l’ambito territoriale in cui ciascun consorzio è attivo (da 8,4 a 9,7 province, in media).
Nel 2010 sono cresciute più rapidamente le garanzie rilasciate in favore di imprese agricole, edili e dei servizi (del 24,5, 20,1 e 18,3 per cento, rispettivamente) a fronte di una crescita del 14,3 per cento per le imprese industriali. Nel complesso, sono cresciute meno della media le garanzie rilasciate alle imprese di minori dimensioni (11,4 per cento; tavv. 7.2 e 7.3). In una congiuntura economica e creditizia sfavorevole, anche i debitori di dimensioni medie e grandi, che in precedenza ricorrevano con minore frequenza ai confidi, sembrerebbero aver fatto ricorso alla garanzia mutualistica e contribuito ad accrescere il volume d’attività dei confidi. Nella tavole 7.4 e 7.5 sono riportati alcuni dati concernenti i prestiti coperti da garanzie dei confidi e concessi alle sole imprese di piccole dimensioni, il segmento tradizionalmente destinatario degli interventi dei confidi. Sulla base delle nostre stime, i prestiti risultavano pari nel dicembre del 2010 a poco meno di 20 miliardi di euro (tav. 7.4). La crescita sui dodici mesi è stata del 6,0 per cento (superiore a quella dei finanziamenti alle piccole imprese non garantite), a fronte di una crescita del valore delle garanzie rilasciate a favore delle stesse imprese pari all’11,4 per cento. La quota dei prestiti garantita sul totale dell’esposizione delle imprese associate è pertanto aumentata. L’incidenza dei prestiti concessi alle piccole imprese garantite da confidi sul totale del credito alle piccole imprese è cresciuta, dal 13,3 per cento della fine del 2009 al
13,5 (tav. 7.5). L’aumento ha riguardato soprattutto le imprese delle regioni del Nord Est e del ezzogiorno. L’incidenza è cresciuta in particolare presso le piccole imprese agricole e dei servizi non commerciali e presso le imprese non artigiane; queste ultime  a fine 2010 erano destinatarie di quasi il 53 per cento del totale dei prestiti a imprese garantite dai consorzi fidi (poco meno del 52 per cento alla fine del 2009)

Jeremie: un fondo da 130 milioni di euro per le imprese siciliane


Un fondo da 130 milioni di euro a disposizione delle piccole e medie imprese siciliane a condizioni agevolate, con un dimezzamento dei tassi di interesse. E' l'obiettivo dei due accordi siglati stamattina dal Fei, il Fondo europeo per gli investimenti, con gli istituti di credito Bnl e UniCredit, a Palazzo d'Orleans, nell'ambito dell'iniziativa Jeremie Sicilia. Integrando risorse pubbliche e private, Jeremie consente di reinvestire, con strumenti di ingegneria finanziaria, una parte dei fondi dei fondi strutturali europei per il periodo 2007-2013.

"Dopo la firma, ieri a Roma, dell'accordo tra Bei e Equiter- Banca Intesa, che mobilita 100 MILIONI di euro per il fondo di sviluppo urbano in Sicilia attraverso le azioni previste dal fondo Jessica, oggi - ha detto l'assessore regionale per l'Economia, Gaetano Armao - con la firma tra Fei, Bnl e UniCredit si rendono disponibili altri 130 milioni per le imprese. Così, comuni, imprese e famiglie siciliane potranno accedere a fonti finanziarie per affrontare e superare la crisi. Questo è il modo migliore per utilizzare le risorse europee e la Sicilia lo sta facendo, integrando per prima strumenti di finanza innovativa con le istituzioni finanziarie europee e il sitema bancario".

I due accordi sono stati firmati da Richard Pelly, chief executive del Fei, da Francesco Acito, direttore territoriale Corporate Sud e Giovanni Notaro, Referente Incentivi Internazionali, per Bnl, e da Roberto Bertola, responsabile territoriale per la Sicilia e Stefano Cocchieri, responsabile finanza agevolata Italia, per UniCredit.
"Siamo molto soddisfatti di questa collaborazione con Bnl e UniCredit nell'ambito di Jeremie Sicilia - ha commentato Richard Pelly- poiché favorirà la nascita di nuove iniziative imprenditoriali, stimolando gli investimenti e la crescita".

COSA SONO I FONDI JEREMIE E JESSICA
Jeremie (Joint European Resources for Micro to Medium Enterprises - Risorse europee congiunte per le micro e medie imprese) è un'iniziativa della Commissione europea sviluppata in collaborazione con il Fondo europeo per gli investimenti che promuove l'uso di strumenti di ingegneria finanziaria per migliorare l'accesso al credito per le Pmi, mediante i fondi strutturali.
A seguito dell'accordo siglato a Roma il 30 novembre 2009 dal Presidente della Regione, Raffaele Lombardo, con il Fei (Fondo Europeo degli Investimenti), l'Amministrazione Regionale ha aderito all'iniziativa comunitaria Jeremie Holding Fund nell'ambito del programma quadro per i Fondi Strutturali per il periodo 2007/2013.
Questa adesione si è concretizzata con il conferimento finanziario al Fondo di 60 milioni di euro, a valere sulle risorse finanziarie del Po-Fesr 2007/2013. Si tratta di 50 milioni di euro del dipartimento delle finanze e del credito e di 10 milioni di euro del dipartimento delle attività produttive. 
L'intervento prevede la concessione di prestiti (come tali assoggettati al rimborso da parte dei destinatari) per finanziare interventi in favore delle Pmi e del microcredito con risorse comunitarie derivanti dalle linee di intervento 5.1.3.6, 5.1.3.1 e 5.1.3.5 del P.O. FESR 2007/2013 e alle quali si aggiungeranno quelle stanziate dalle due banche.
In base all'accordo stipulato oggi e immediatamente operativo, il Fei mette a disposizione di Bnl 44 milioni di euro a cui l'istituto aggiungerà un capitale di 66 milioni, per un totale di 110, mentre 9 milioni saranno concessi a Unicredit che implementerà la dotazione con altri 11 milioni per complessivi 20 milioni. Si raggiungerà così una disponibilità totale di 130 milioni di euro. Mentre Bnl potrà concedere finanziamenti per le piccole e medie imprese per un valore massimo di 400 mila euro, Unicredit offrirà micro-prestiti ad imprenditori artigiani e commercianti al dettaglio fino a un massimo di 25 mila euro cadauno. I finanziamenti saranno agevolati (il costo sarà all'incirca la metà di quello di mercato) e le aziende pagheranno gli interessi solo sulla quota erogata dai due istituti di credito mentre, sulla quota erogata dalla Fei, gli interessi saranno a pari a zero. 
A questa disponibilità finanziaria si aggiunge quella del Fondo Jessica (Joint European Suport for Sostrenibile Investimento in City Areas) volto a promuovere investimenti sostenibili, crescita e occupazione nelle aree urbane, firmato ieri a Roma con una dotazione complessiva di altri 100 milioni di euro.

Indebitamento della Pubblica Amministrazione verso le imprese: lo Stato studia una soluzione

Pagamenti PA: titoli di Stato al posto di denaro contante: è così che il governo potrebbe sanare i debiti della PA nei confronti delle imprese. Il problema è di vastissime proporzioni e sta creando molta tensione nelle tante aziende che faticano a trovare liquidità sul mercato. Fra appalti e opere di varia natura, lo Stato nei loro confronti ha un debito di 70€mld e ritardi nei pagamenti che non hanno pari in Europa (Testate varie). Leggi l'articolo integrale 

Fondo Nazionale di Garanzia: si è tenuta ieri l'assemblea annuale del Fondo Nazionale di Garanzia, organismo deputato ad indennizzare gli investitori per i crediti vantati nei confronti di intermediari finanziari sottoposti a procedure concorsuali, cui aderiscono circa 860 professionisti. Il Fondo ha finora ha riconosciuto indennizzi per circa 93€mln (Il Sole 24 Ore). Leggi l'articolo integrale

La situazione è uguale in tutta Italia


Del Corvo: "Fondi ai confidi"

Il presidente della Cooperativa artigiana di garanzia Regione Abruzzo lancia la proposta per fronteggiare la crisi: banche in affanno, rafforziamo le società di garanzia



AVEZZANO. Le banche chiudono i rubinetti dei prestiti e le piccole e medie imprese fanno sempre più fatica ad accedere al credito. Per questo è necessaro rinforzare il sistema dei Confidi. È l'appello di Mario Del Corvo, presidente della Cooperativa artigiana di garanzia Regione Abruzzo.
Lo stesso appello è stato rivolto sabato a Torino dal presidente nazionale di Confindustria Emma Marcegaglia durante l'assemblea nazionale delle strutture legate a Confindustria. Marcegaglia ha chiesto in particolare di di pristinare il Fondo centrale di garanzia, penalizzato dall'ultima manovra, e di modificare la legge «per consentire a una maggiore platea di soggetti pubblici e privati di entrare nel capitale dei consorzi e rafforzarne il patrimonio».

Secondo gli ultimi dati, il 51,3% delle micro imprese italiane che si sono rivolte a una banca negli ultimi tre mesi ha denunciato un aumento delle difficoltà reali nell'accesso al credito ed il 37% ha accusato, comunque, un peggioramento dei rapporti con il sistema bancario. «Molti nostri associati», spiega Mario Del Corvo, «ci raccontano di convocazioni presso la banca per la richiesta di un aumento delle garanzie e la riduzione dei fidi già in essere. Noi stessi come Cooperativa riceviamo quotidianamente circolari delle Banche recanti le nuove condizioni di tasso di interesse da applicare alle operazioni di finanziamento da noi garantite». Le banche stesse hanno d'altronde difficoltà a finanziarsi.

«Il risultato è sotto gli occhi di tu tti», dice Del Corvo, «non potendo sostenere i tassi, le imprese non investono, e di conseguenza le richieste di finanziamento si riducono. Tale situazione è appena percettibile per le grandi aziende, che a livello di credito sembrano godere di una condizione privilegiata, ma è particolarmente grave per le piccole e medie imprese. E noi confidi, stiamo diventando sempre più un vero e proprio ammortizzatore sociale per le imprese. Come Cooperativa Regione Abruzzo, stiamo cercando di attenuare il più possibile l'impatto di tale situazione sulle imprese artigiane socie, attraverso i buoni rapporti con gli istituti di credito più radicati sul territorio, con l'utilizzo di garanzie maggiori ed attraverso i fondi antiusura, con i quali garantiamo fino al 100%. Pensiamo, visto la gravità della situazione, di deliberare, in uno dei prossimi CdA, la proroga delle condizioni agevolative per i soci che altrimenti terminerebbero il 21 Dicembre. Ma per evitare che anche il sistema dei Confidi vada in difficoltà», sottolinea Del Corvo, «risulta cruciale il ruolo dei finanziamenti pubblici destinati al settore. Senza questi fondi pubblici e mi riferisco soprattutto alla Regione Abruzzo, si rischia di compromettere l'equilibrio patrimoniale dei Confidi e di mettere in estrema difficoltà il nostro vero tessuto imprenditoriale rappresentato in gran parte dalle piccole imprese». (cr.re.)

Partito delle Aziende, pronti al dibattito

Una nuova formazione politica entra nella scena Italiana, si tratta del partito delle aziende che si rivolge per tutelare gli interessi delle imprese, ma anche quelli comuni.

Il Partito delle Aziende (PDA) si lancia nel panorama politico italiano, con l’obiettivo di tutelare gli interessi di tutte le aziende italiane. Un impegno non solo rivolto al Nord, sede principale della maggior parte delle imprese, ma anche al sud ed in generale a tutti i contesti locali.
Il presidente del Partito delle Aziende, Fabrizio Frosio, spiega il programma del partito in “tre fondamentali passaggi”. Il primo prevede il blocco immediato delle esecuzioni di Equitalia per un anno; il secondo si impegna sulla sospensione delle rate di mutui e leasing per imprese e famiglie per un anno per dare fiato e soprattutto far sopravvivere le Pmi alla crisi; il terzo auspica la partecipazione al tavolo delle trattative con il Governo dove le aziende sono ora rappresentate solo daConfindustria che ne rappresenta in realtà solo il 5%.
Una posizione politica nuova, che mira a recuperare consensi da parte degli attuali non votanti poiché non rappresentati dagli attuali schieramenti politici e da parte dei delusi di Pdl e Lega.
Al dibattito di apertura ha partecipato anche l’ex presidente della Camera Irene Pivetti, che ha sottolineato l’interessante nuova interpretazione del fare politica del partito delle aziende, che potrebbe portare al vero rilancio dell’economia e dello sviluppo.